Renato Barisani (1918-2011) è stato un artista napoletano tra i protagonisti delle ricerche astratte e concrete del secondo Novecento. La sua opera attraversa pittura, scultura e sperimentazione materica, con una costante attenzione all'equilibrio della forma.
Legato alle esperienze dell'Arte Concreta, Barisani sviluppò un linguaggio essenziale, fondato su geometrie, strutture ritmiche e rapporti tra pieni e vuoti. Le sue opere cercano una misura tra rigore costruttivo e sensibilità poetica.
La sua ricerca rappresenta un contributo importante alla modernità artistica meridionale. Barisani ha saputo coniugare razionalità formale e tensione lirica, mantenendo una forte coerenza lungo tutto il suo percorso.
Nel lavoro di Renato Barisani la superficie dell'opera diventa un campo di relazioni tra segno, colore, materia e spazio. L'immagine non nasce dalla volontà di imitare il reale, ma dalla costruzione di un ordine interno, nel quale ogni elemento visivo partecipa a un equilibrio complessivo. La ricerca astratta consente all'artista di dare forma a tensioni, ritmi e percezioni che appartengono più al pensiero che alla descrizione.
La sua produzione può essere letta come una riflessione sulla possibilità della pittura di diventare linguaggio autonomo. Attraverso struttura, ritmo e materia, l'opera apre uno spazio di contemplazione e di lettura, nel quale lo spettatore è chiamato a riconoscere relazioni, variazioni e forze interne alla composizione.
Approfondire la figura di Renato Barisani significa osservare il modo in cui l'artista costruisce un lessico personale, fatto di scelte formali ricorrenti ma sempre aperte a variazioni. La forza della sua ricerca sta nella capacità di trasformare elementi essenziali — segno, colore, ritmo, materia o struttura — in una vera grammatica visiva. Per questo le sue opere non vanno lette soltanto come immagini isolate, ma come tappe di un percorso coerente, nel quale ogni composizione aggiunge una riflessione sul rapporto tra percezione, spazio e pensiero pittorico.