
Lilliana Comes, La pesca delle lune, olio su tela, 70 x 35 cm, Daphne Museum
In La pesca delle lune una figura allungata occupa uno spazio verticale, rarefatto e notturno, attraversato da forme curve che evocano orbite, lune e acque silenziose. L'immagine sembra raccontare un gesto impossibile e poetico: pescare corpi celesti, avvicinare ciò che appartiene al cielo e portarlo nel territorio umano. La composizione è elegante, sospesa, costruita come un'apparizione.
La luce è soffusa e distribuita in velature. I blu e gli azzurri dello sfondo creano una luminosità attenuata, quasi lunare, mentre il corpo della figura riceve accensioni calde che la fanno emergere dallo spazio circostante. L'impianto luministico non definisce un ambiente reale: produce piuttosto un clima mentale, nel quale la figura si muove tra ombra, riflesso e bagliore.
La gamma cromatica alterna tonalità fredde, dominate da azzurri e blu, a inserti aranciati, verdi e gialli. Il contrasto tra corpo caldo e spazio freddo valorizza la verticalità della figura e il carattere visionario della scena. Il colore è steso con morbidezza, ma mantiene zone di intensità che guidano lo sguardo verso il centro narrativo dell'opera.
Il segno si sviluppa in linee fluide e sinuose. Le curve descrivono il corpo, il panneggio, gli archi e le forme lunari con un andamento musicale. La grafia appare elegante e controllata, più evocativa che descrittiva. La figura è costruita per sintesi, attraverso contorni leggibili e superfici continue che rafforzano la qualità fiabesca della composizione.
Iconograficamente l'opera associa figura femminile, luna, acqua e gesto della pesca. Iconologicamente, la pesca delle lune diventa metafora della ricerca dell'irraggiungibile: l'artista traduce in immagine il desiderio di catturare sogni, presagi e frammenti di luce. La luna, moltiplicata o evocata, diventa simbolo di ciclicità, femminilità e immaginazione.
Il lavoro si inserisce in una linea poetica che unisce figurazione, simbolismo e racconto interiore. Lilliana Comes costruisce un universo nel quale la realtà viene trasformata in teatro dell'immaginazione. L'opera dialoga con una sensibilità novecentesca e contemporanea legata al sogno, ma la declina in modo personale, attraverso una pittura lirica e cromaticamente controllata.
La pesca delle lune restituisce una visione delicata e misteriosa, dove il gesto quotidiano della pesca viene trasfigurato in azione cosmica. L'opera vive nella tensione tra terra e cielo, corpo e simbolo, notte e desiderio. All'interno della collezione Daphne Museum, rappresenta una testimonianza significativa della capacità dell'artista di trasformare la figurazione in racconto poetico.