Giuseppe Uncini

Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2008) è stato uno dei più importanti protagonisti della ricerca plastica italiana del secondo Novecento. La sua opera ha messo al centro il rapporto tra costruzione, materia, spazio e architettura, superando i confini tradizionali tra pittura e scultura.

Trasferitosi a Roma nel 1953, entrò in contatto con alcune delle figure più significative dell'arte italiana dell'epoca. Dopo le prime esperienze, nel 1956-57 realizzò le Terre, opere ottenute con tufi, sabbia, cenere e pigmenti, nelle quali la materia assume una presenza autonoma.

Tra il 1957 e il 1958 nacquero i primi Cementarmati, lavori destinati a diventare centrali nella sua ricerca. Cemento, ferro e rete metallica non venivano nascosti, ma mostrati come elementi costitutivi dell'opera, evidenziando la struttura e il processo di costruzione.

Negli anni successivi Uncini approfondì il rapporto tra oggetto e spazio attraverso cicli quali Ferrocementi, Strutturespazio, Ombre e Dimore. L'opera non è più soltanto una superficie da guardare, ma una presenza che misura l'ambiente e costruisce relazioni con l'architettura circostante.

Anche nei disegni e negli acquerelli la sua ricerca conserva un carattere progettuale. Geometrie, piani, volumi e rapporti chiaroscurali evocano strutture architettoniche essenziali, nelle quali la precisione del segno convive con una dimensione poetica.

Giuseppe Uncini ha elaborato un linguaggio rigoroso e profondamente originale, facendo della struttura stessa dell'opera il suo contenuto. Il suo lavoro rappresenta uno dei contributi più importanti alla riflessione italiana sulla materia e sullo spazio nella seconda metà del Novecento.