
Fortunato Depero, Mobili, “Mobili” (Studi per tavolino, buffet e armadio-cassettiera) 1925/26 circa matita su carta color ocra 23,8 × 32,3 cm, Daphne Museum
La progettazione di mobili per la casa, spesso per precise committenze, fu uno dei campi più vitali e sperimentali della Casa d’Arte Futurista Depero. Questo foglio raccoglie studi per un tavolino, un buffet con specchiera e un armadio-cassettiera, testimoniando l’ampiezza e l’audacia della ricerca applicata al design domestico. Si conoscono decine di progetti analoghi, sebbene quelli giunti a realizzazione concreta non siano numerosi, probabilmente a causa dell’elevata complessità strutturale e della forte scomposizione volumetrica che Depero imponeva alle sue creazioni.
Il disegno è organizzato come una tavola tecnica ma animata da energia grafica. Le diverse soluzioni progettuali sono disposte in sequenza: a sinistra l’armadio-cassettiera dalle linee spigolose e segmentate, al centro il buffet con struttura architettonica più articolata, e in alto studi costruttivi esplosi che mostrano la logica modulare degli elementi. L’insieme rivela una progettazione analitica ma non fredda, dove la struttura diventa espressione.
Le forme sono angolari, ritmate da triangoli, diagonali e segmentazioni nette. L’armadio appare quasi “cubista”, con superfici frantumate e dinamiche. Il buffet introduce una maggiore complessità, con elementi decorativi geometrici che dialogano con la funzione strutturale. Il tavolino, più essenziale, si avvicina a una soluzione razionalista, mostrando un progressivo equilibrio tra dinamismo futurista e ordine costruttivo.
Il tratto a matita è rapido ma deciso, caratterizzato da linee sovrapposte e riprese, che suggeriscono un pensiero in movimento. Le linee costruttive non vengono cancellate ma restano visibili, evidenziando il processo progettuale. Il segno non è puramente tecnico, ma espressivo: la pressione variabile e la ripetizione dei tratti rivelano tensione creativa e volontà di sperimentazione.
Questi studi non rappresentano semplicemente mobili, ma un’idea di abitare moderno. L’arredo diventa parte integrante di una visione totale dell’ambiente, coerente con l’ideale futurista di fusione tra arte e vita. Le strutture sembrano quasi architetture in miniatura, manifestazioni tridimensionali del dinamismo pittorico di Depero tradotto nel design.
Realizzato intorno al 1925/26, il foglio si colloca nel periodo di piena maturità della Casa d’Arte Futurista. In questi anni Depero consolida la sua ricerca nell’ambito delle arti applicate, proponendo un’estetica integrale che coinvolge grafica, arredo, scenografia e pubblicità. L’opera testimonia la volontà di rinnovare radicalmente il gusto domestico attraverso geometria, colore e struttura.
“Mobili” è un documento progettuale di grande valore storico e culturale. Non è soltanto uno studio preparatorio, ma la traccia concreta di un pensiero futurista applicato allo spazio quotidiano. All’interno della Collezione del Daphne Museum, questo foglio rappresenta una testimonianza significativa della visione totalizzante di Depero, in cui arte, design e architettura convergono in un unico linguaggio coerente.