
Fortunato Depero, Arti, Mestieri e Professioni, “Arti, Mestieri e Professioni” (Studio per particolari mosaico) 1941/42 circa china su carta da riporto 25,8 × 24,8 cm, Daphne Museum
Nel corso del 1941 Depero ricevette l’incarico di realizzare a Roma un grande mosaico di circa 12 × 10 metri per l’Esposizione mondiale denominata E42, poi divenuta il quartiere dell’EUR. L’artista sviluppò un vasto corpus di studi preparatori che confluirono in una composizione monumentale articolata attorno a quattro grandi nuclei figurativi: “La Scienza e la Medicina”, “Il Teatro”, “Le Arti” e “La Giustizia”, accompagnati da circa trenta stemmi delle corporazioni.
Il presente foglio documenta un gruppo di stemmi riferiti, in alto da sinistra in senso orario, ad Architettura, Ferrovia, Letteratura e Ingegneria idraulica. Si tratta di studi analitici, definiti nella linea ma ancora funzionali alla traduzione musiva.
La superficie è suddivisa in quattro riquadri regolari, ciascuno dedicato a un ambito professionale. Le forme sono semplificate e geometriche, adattate alla logica modulare del mosaico. Gli elementi simbolici – colonne ioniche stilizzate, rotaie ferroviarie, volumi librari, archi e onde idrauliche – sono sintetizzati in segni netti e leggibili.
Il tratto a china è netto, privo di ripensamenti evidenti. Le linee sono continue e controllate, con una precisione che riflette l’esigenza di chiarezza necessaria alla trasposizione in tessere musive. La riduzione dei dettagli e la prevalenza della linea perimetrale testimoniano una progettazione già orientata all’esecuzione materiale.
Gli stemmi rappresentano la celebrazione delle professioni e delle arti come pilastri della modernità italiana. La simbologia è funzionale e didascalica, ma reinterpretata secondo il lessico futurista, che privilegia dinamismo, sintesi e astrazione geometrica. Il mosaico avrebbe dovuto incarnare un’idea di progresso collettivo e di armonia tra tecnica, cultura e infrastruttura.
Lo studio si inserisce nel contesto dell’E42, grande progetto espositivo concepito come vetrina internazionale della modernità italiana. Depero, già protagonista del Futurismo storico, interpreta qui un ruolo di artista istituzionale, capace di coniugare retorica celebrativa e linguaggio innovativo.
“Arti, Mestieri e Professioni” rappresenta una testimonianza significativa della dimensione pubblica e monumentale dell’opera di Depero. Il foglio rivela la fase progettuale di un intervento decorativo di vasta scala, evidenziando la capacità dell’artista di adattare il proprio linguaggio dinamico alle esigenze della committenza ufficiale. All’interno della Collezione del Daphne Museum, l’opera documenta la relazione tra futurismo, architettura e arti applicate nel contesto dell’Italia degli anni Quaranta.