
Carla Accardi, Verde Arancio, 1968, Vernici viniliche colorate su Sicofoil (Diacetato di cellulosa), 55 × 40 cm, 2008, Daphne Museum
L’opera “Verde Arancio” di Carla Accardi rappresenta una delle sintesi più eleganti dell’astrazione segnica dell’artista, dove la superficie traslucida del supporto Sicofoil amplifica il ritmo delle pennellate verticali. Si tratta di una composizione stratificata, giocata sulla ripetizione modulare del segno curvilineo che ricorda la crescita vegetale o flussi organici. La sovrapposizione tra verde e arancio non è solo cromatica ma anche temporale, a indicare un processo stratificato di elaborazione visiva e simbolica.
La scelta del Sicofoil come supporto, materiale trasparente e riflettente, consente una dinamica di luce interna all’opera che cambia a seconda della posizione dello spettatore. La luce si diffonde in modo disomogeneo, creando effetti cangianti che sfumano e riflettono i colori, accentuando il movimento ondulato delle pennellate.
Verde e arancio si pongono come due forze complementari: il verde evoca la natura, la crescita, la vitalità, mentre l’arancio suggerisce calore, energia e intensità. L’andamento a bande e la variazione della saturazione creano una vibrazione visiva che sembra avvicinarsi alla pittura ottica, pur mantenendo l’impronta gestuale tipica dell’artista.
Il segno è ampio, libero, ricurvo, e sembra eseguito con gesto ampio e controllato. Il movimento delle pennellate mostra un dinamismo fluido, quasi calligrafico, con variazioni di pressione e densità del colore che rivelano il ritmo del gesto. La stratificazione verticale crea un codice segnico personale che trasmette energia e continuità.
Sebbene astratta, l’opera rimanda a simbologie naturali: le pennellate ricordano erbe mosse dal vento, fiamme o onde, alludendo a cicli vitali e trasformazioni. Iconologicamente, l’opera suggerisce una riflessione sulla permeabilità tra ordine e caos, struttura e libertà, natura e linguaggio. Il titolo stesso “Verde Arancio” conferma una dualità in equilibrio.
Quest’opera si inserisce nella fase matura della produzione accardiana, dove il dialogo tra materiali sintetici e linguaggio segnico raggiunge un alto grado di consapevolezza. Rappresenta la continuità della sua ricerca iniziata negli anni Cinquanta, con una rinnovata freschezza cromatica e attenzione alla trasparenza, tratti distintivi della sua poetica visiva tesa tra astrazione lirica e sperimentazione strutturale.
“Verde Arancio” è un’opera che esprime la coerenza linguistica e l’evoluzione formale di Carla Accardi, confermando il suo ruolo centrale nell’arte astratta italiana del secondo Novecento. L’equilibrio tra luce, colore e segno, insieme alla scelta innovativa del supporto, rende l’opera un’espressione pienamente riuscita del suo percorso artistico.