
Carla Accardi, Andando controvento, vinilico su carta, 14 x 19 cm, 1994, Daphne Museum
"Andando controvento" del 1994 è una delle opere in cui Carla Accardi condensa il suo vocabolario segnico in una tensione dinamica e giocosa. Le forme, tratteggiate in viola e giallo su uno sfondo celeste, si intrecciano in un equilibrio calibrato fra grafismo e struttura, evocando simultaneamente senso e astrazione. L’opera non racconta, ma stimola la visione, lasciando che l’occhio percorra i segni come onde opposte a una direzione dominante.
La luce è distribuita in modo uniforme sul piano pittorico, senza ombreggiature o effetti chiaroscurali, rafforzando la bidimensionalità della superficie. L’uso del vinilico contribuisce a una brillantezza materica che riflette lievemente la luce e dona vividezza ai colori, conferendo un effetto quasi serigrafico.
I colori usati – il viola ciclamino, il giallo limone e l’azzurro pastello – costruiscono un contrasto armonico e pop. La scelta del colore sembra negare la profondità prospettica, ma esalta la tensione tra figura e fondo. Il cromatismo è parte integrante del linguaggio iconico-gestuale dell’artista e contribuisce all’autonomia semantica del segno.
I segni appaiono liberi, curvilinei, ma anche strutturati da griglie interne che li rendono quasi oggetti-simbolo. La modulazione del gesto mostra sicurezza e coerenza con la poetica accardiana: il tratto è deciso, con pressione uniforme e orientamento indipendente dallo sfondo, come un linguaggio scritto in un alfabeto privato eppure universale.
Formalmente, l’opera è priva di iconografie riconoscibili in senso figurativo. Tuttavia, sul piano iconologico, il titolo stesso – “Andando controvento” – suggerisce una dimensione esistenziale di resistenza, alterità e movimento contro le convenzioni. I segni sembrano fluttuare o opporsi a un ordine implicito, suggerendo un’espressione del Sé come atto divergente.
Realizzata in un periodo di piena maturità dell’artista, l’opera testimonia l’evoluzione della sua ricerca segnica, già radicata nell’esperienza del Gruppo Forma 1 e dell’astrattismo romano. Il vinilico su carta richiama la libertà e l’intimità del gesto, in contrasto con le più monumentali sicofole su sicofoil degli anni Settanta. La collocazione storica si pone dunque nel solco di una continuità consapevole e libera.
"Andando controvento" è un’opera esemplare del tardo linguaggio accardiano, dove colore, segno e superficie si fondono in una grammatica poetica dell’alterità. L’opera, nella sua piccola scala, racchiude una potenza estetica e simbolica che la rende un tassello prezioso all’interno del panorama dell’astrazione italiana del secondo Novecento.