Giuseppe Ciavolino (Torre del Greco 1918)

Il ricordo della rabbia e della frenesia placata che l'autore Giuseppe Ciavolino ha spesso comunicato attraverso le sue creature traspare palpabile in quest'opera: espressione della sua giovinezza, alla ricerca di se stesso e di ragioni per vivere. I colori della figura, i toni chiari e le trasparenze azzurre del cielo o marroni della terra, la posa intensa e austera, comunicano un senso di trepida speranza quasi come in una mistica preghiera. Ciavolino rappresenta un punto di rottura con i canoni estetici della tradizione. La sua tecnica รจ sempre nutrita, fluida e scaltra partendo da un attenta lettura del linguaggio figurativo di Brancaccio.

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